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Reiseführer zu CataniaReiseführer zu Catania

COSE DA SAPERE
Introduzione
Come Si Arriva
Storia e Coltura
COSE DA VEDERE
Chiese e Monumenti
INTRATTENIMENTO
Gastronomia
Eventi
INFORMAZIONI UTILI
Utili

Introduzione
Catania è un comune di 305.773 abitanti (circa 750.000 se si considera l'intera sua area metropolitana) della provincia di Catania. E il secondo comune della Sicilia per densità abitativa. Secondo lo storico greco Plutarco, il suo nome deriva da Katane (cioè grattugia), per l'associazione con le asperità del territorio lavico su cui sorge. In epoca storica, è stata distrutta ben sette volte da eruzioni vulcaniche e da terremoti. Fra questi ultimi i più catastrofici sono stati quelli del 1169 e del 1693. Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità, assieme agli altri sette comuni del Val di Noto, nel 2002.

Come si Arriva
In treno
Catania è facilmente raggiungibile da qualsiasi stazione italiana Vi consigliamo di consultare il servizio on line di Trenitalia

In Aereo
Catania è facilmente raggiungibile tramite aereo grazie all'aeroporto Internazionale di Fontanarossa Per conoscere in tempo reale i voli disponibili vi consigliamo di consultare il sito www.aeroporto.catania.it

In Auto
Per i veicoli provenienti da Milano, Autostrada A1 Napoli-Milano, proseguire per la Salerno-Reggio-Calabria uscita Villa San Giovanni.e imbarcarsi per la Sicilia.
Messina - Catania Autostrada A18 km 95
Palermo - Catania Autostrada A19 km 195
Per avere aggiornamenti in tempo reale sulla situazione autostradale e consi gliabile consultare il sito della società Autostrade: www.autostrade.it

Arrivo via mare
Catania è raggiungibile via mare da:
Napoli > Catania con Tirrenia TTT Lines www.tttlines.it
Genova > Palermo con e proseguire per la A19 Palermo - Catania Km 190

Storia e Coltura
La fondazione
Moneta di Katane, del V secolo a.C..Probabilmente era un'isediamento d'origine sicula. La città di Katane fu fondata, secondo il racconto di Tucidide nella sua “Guerra del Peloponneso” dai greci calcidesi guidati da Tucle e salpati da Naxos, nel quinto anno dopo la fondazione di Siracusa. Avendo scacciato con le armi i siculi, fondarono Lentini e dopo Katane. I nuovi abitanti di Catania elessero come loro ecista Evarco. Quindi Catania fu fondata tra il 729 e il 728 a.C. da coloni greci provenienti dalla città Calcide, nell'Eubea.

L'abitato arcaico doveva occupare una collina ben difendibile, immediata-mente a ovest del centro della città moderna, in coincidenza dell'antico rione Montevergine, di piazza Dante e dell'ex convento dei Benedettini (scavi del 1978). Sappiamo pochissimo sul primo periodo della sua storia: praticamente solo la notizia sull'origine catanese del cele-bre legislatore Caronda, che poi fu esiliato e si trasferì a Reggio[2]. Vi avrebbero soggiornato nume-rosi e celebri uomini di cultura, come il filosofo Senofane da Colofone (tra i fondatori della scuola eleatica) e i poeti Ibico e Stesi-coro, che vi morì (la sua tomba era indicata presso la principale porta a nord della città, che da lui prese il nome di porta Stesicorea).

La dominazione siracusana
All'inizio del V secolo a.C. Catania venne conquistata da Ippocrate di Gela. Nel 476 a.C. Gerone I, tiranno di Siracusa, ne deportò gli abitanti a Leontinoi, e li sostituì con 10.000 nuovi abitanti, in parte siracusani, in parte peloponnesiaci, e data ad amministrare a suo figlio Dinomene[3]. Anche il nome della città venne modificato in Aitna (Etna): con tale nome è celebrata nella Pitica I di Pindaro, scritta in onore di Gerone, e nella tragedia perduta di Eschilo, rappresentata per l'occasione (Le Etnee). Ma solo pochi anni più tardi, dopo la morte di Ierone, Ducezio in-sieme ai siracusani costrinse i nuovi abitanti a trasferirsi a Inessa (che assunse allora a sua volta il nome di Etna), centro forse corrispondente alla Civita di Paternò. Dal 461 a.C. Catania recuperò così il suo nome e i suoi antichi abitanti.

Durante la guerra tra Siracusa e Atene, Catania, inizialmente neutrale, prese poi posi-zione a favore di Atene, dopo un celebre discorso che Alcibiade avrebbe pronunciato davanti all'assemblea riunita nel teatro della città[5]. Sotto-posta per questo a un'offensiva di Siracusa, dopo la sconfitta degli Ateniesi fu salvata dall'invasione cartaginese della Sicilia del 409 a.C. Ma poco dopo il 403 a.C. Dionisio I di Siracusa riuscì a con-quistarla, e ne vendette in parte come schiavi gli abitanti. I super-stiti si rifugiarono in un primo tempo a Milazzo, ma da qui poi furono espulsi, e si dispersero in varie località della Sicilia. Dio-nigi ripopolò la città con i suoi mercenari campani[6]. Nel 345 a.C. è tiranno di Catania il sabellico Mamerco, che in un primo tempo si allea con Timoleonte, ma successivamente passa ai Cartaginesi[7]. Scon-fitto da Timoleonte nel 338 a.C., egli si rifugerà a Messina, ma, caduto nelle mani dei siracusani, verrà crocifisso, dopo aver subito un processo nel teatro di Siracusa.

La dominazione romana
L'Odeon, ricordo della dominazione romana.Nel 263 a.C., all'inizio della prima guerra punica, Catania viene conquistata dai Romani, sotto il comando del console Massimo Valerio Messalla[9]. Del bottino faceva parte un orologio solare che fu collocato nel Comitium a Roma[10]. Da allora la città fece parte di quelle soggette al pagamento di un'imposta a Roma (civitas decumana). Sappiamo che il conquistatore di Siracusa, Marco Claudio Marcello, vi costruì un ginnasio.

Intorno al 135 a.C., nel corso della prima guerra servile, fu conquistata dagli schiavi ribelli[12], e nel 122 a.C., a seguito dell'attività vulcanica dell'Etna, fu fortemente danneggiata dalle ceneri vulcaniche stesse piovute sui tetti della città che crollarono sotto il peso.

Il territorio di Catina, dopo essere stato nuovamente interessato dalle attività eruttive del 50, del 44, del 36 e in fine dalla disastrosa colata lavica del 32 a.C. che rovinò campagne e città etnee, e dai fatti della disastrosa guerra che aveva visto la Sicilia terreno di scontro fra Ottaviano e Sesto Pompeo, si avvia sulla lunga e faticosa strada della ripresa socio-economica già in epoca augustea.

Tutta la Sicilia alla fine della guerra viene descritta come gravemente danneggiata, impoverita e spopolata in diverse zone. Nel libro VI di Strabone in particolare si accenna alle rovine subite dalle città di Syrakusa, Katane e Kentoripa.

Dopo la guerra contro Sesto Pompeo, Augusto vi dedusse una colonia. Plinio il Vecchio annovera la città che i romani chiamano Catina fra quelle che Augusto dal 21 a.C. eleva al rango di colonie romane assieme a Syracusa e Therma (Sciacca). Solo nelle città che avevano ricevuto il nuovo status di colonia furono insediati gruppi di veterani dell'esercito romano. La nuova situazione demografica certamente contribuì a cambiare quello che era stato, fino ad allora, lo stile di vita municipale a favore della nuova “classe media”.

Nonostante questi continui disastri, che costituiscono una delle costanti della sua storia, Catania conservò una notevole importanza e ricchezza nel corso della tarda repubblica e dell'im-pero: Cicerone la definisce ≪ricchissima≫[14], e tale dovette restare anche nel corso del tardo impero e nel periodo bizantino, come si deduce dalle fonti letterarie e dai numerosi monumenti contemporanei, che ne fanno un caso quasi unico in Sicilia. Le grandi città costiere come Catina, nel corso del medio-impero, estesero il loro controllo, anche a fini esattoriali dello “stipendium”, su un vasto territorio nell'entroterra dell'isola che si andava spopolando a causa della conduzione latifondistica della produzione agricola.

La vara di Sant'Agata.Il cristianesimo vi si diffuse rapidamente; tra i suoi martiri, durante le persecuzioni di Decio e di Diocleziano, primeggia Sant'Agata, patrona della città, e Sant'Euplio. La diocesi di Catania è accertata fin dal VI secolo.

Il Medioevo
Catania bizantina ed il regno normanno-svevo
Le invasioni barbariche della seconda metà del V secolo sconvolgono tutta la Sicilia e quindi anche Catania. Particolarmente critico sembra essere stato il passaggio dei Vandali di Genserico negli anni 440 e 441 provenienti da Cartagine: causò danni talmente gravi da indurre le autorità alla remissione del pagamento dei tributi. Nel 476, Genserico cede ad Odoacre, re degli Eruli, la Sicilia in cambio di un tributo. Teodorico, divenuto re degli Ostrogoti nel 474, dopo aver sconfitto più volte Odoacre in Italia lo uccise nel 493 restando così l'incontrastato padrone d'Italia.

Il generare bizantino Belisario inviato da Giustiniano a riconquistare l'Italia occupa con facilità la Sicilia nel 535. Nuovi scontri fra Belisario e gli Ostrogoti di Totila si verificano fra il 542 e il 548, anno in cui il generale bizantino viene richiamato a Costantinopoli. Catania viene di nuovo occupata da Totila nel 550, ma dopo la sconfitta degli Ostrogoti in Umbria e la morte di Totila nel 552, tutta la Sicilia tornò sotto il controllo bizantino nel 555. Fu proprio da Catania che ebbe inizio la riconquista bizantina dell'isola[15], e in essa ebbe sede probabil-mente il governatore civile bizantino (praetor o praefectus). Rimase bizantina sino alla conquista araba che avvenne nel IX secolo.

La Cattedrale di Sant'Agata, aperta nel 1078 e ricostruita dopo il terremoto del 1693.I Normanni, o meglio Ruggero d'Altavilla, ultimogenito di Tancredi d'Altavilla, assieme ai suoi fanti e cavalieri “cattolici” professionisti della guerra, provenienti dal ducato di Normandia (Francia del nord) e che poco avevano a che fare con i loro “barbari” antenati vichinghi (fase storica tra i secoli VII e IX), misero piede in Sicilia nel 1060. Dopo aver conquistato Cerami, Troina, Palermo ed altre città, nel 1072 si impadronirono di Catania che ebbe un periodo di rinnovato splendore sotto la guida del vescovo benedettino Ansgerio (Ansgar) voluto dallo stesso Gran Conte Ruggero.

Gli Svevi, o meglio la dinastia degli Hohenstaufen, presero il potere in Sicilia grazie ad matrimonio fra Costanza d'Altavilla, figlia di Ruggero II d'Altavilla con Enrico VI di Svevia, figlio di Federico Barbarossa. Morto il giovane Guglielmo III, ultimo re del regno di Sicilia e prigioniero in Germania, Enrico VI rivendicò l'Italia meridionale e la Sicilia. Nel 1194 e nel 1197 Catania, che aveva sostenuto Tancredi di Sicilia prima e poi osato ribellarsi agli Svevi, fu saccheggiata dalle truppe germaniche.

La nobiltà cittadina non ebbe un rapporto felice con gli Hohenstaufen; nemmeno con il grande Federico II al quale si ribellò nel 1232. L'astio verso il potere imperiale fece nascere diverse leggende tra le quali quella che vuole che il castello Ursino sia stato voluto da Federico II per tenere a bada la popolazione. Avvenimento importante per il futuro della città fu l'inserimento di Catania tra le città demaniali. Finiva così la totale egemonia del vescovo-conte.

L'arrivo degli angioini, il Vespro
Il Castello Ursino all'inizio del XX secolo.Alla fine della dinastia degli Hohenstaufen, nel 1266 la Sicilia venne assegnata dal Papa, che considerava l'isola patrimonio della Chiesa, a Carlo I d'Angiò; ma il dominio angioino ebbe breve durata. I catanesi, che avevano subito ingiustizie, sfruttamenti ed erano stati danneggiati economicamente dalla chiusura dei porti della città, contribuirono validamente al rovesciamento della “mala signoria”. I più importanti nomi che animarono la rivolta a Catania furono quelli di Palmiero, abate di Palermo, Gualtiero da Caltagirone, Alaimo da Lentini e Giovanni da Procida. Quest'ultimo nel 1280, travestito da monaco, si recò dal papa Niccolò III, dall'imperatore di Bisanzio Michele Paleologo e dal re Pietro III d'Aragona, per chidere: al papa di non appoggiare Carlo d'Angiò in caso di rivolta; all'imperatore Michele l'appoggio esterno contro il nemico comune; e al re d'Aragona di far valere il suo diritto al trono di Sicilia in quanto marito di Costanza figlia di Manfredi, l'ultimo degli Hohenstaufen.

Il regno siculo-aragonese, il periodo di Catania capitale
Nel 1282 i moti meglio conosciuti come “Vespri siciliani” posero fine al dominio dell'isola da parte della dinastia francese. Appena scoppiò la rivolta in Sicilia, la flotta aragonese era già a Palermo e l'occupazione della città da parte di Pietro dava così inizio alla dominazione degli Aragonesi in Sicilia (1282-1410). Catania fu la sede dell'incoronazione del re aragonese con il nome di Pietro I di Sicilia, ed acquistò una posizione di privilegio in quanto nel corso del XIV secolo venne scelta spesso come sede del parlamento e dimora della famiglia reale.

A Pietro III successe, in Aragona il suo primogenito Alfonso III d'Aragona, e in Sicilia il suo secondogenito Giacomo che subito, nel 1287, dovette respingere, con l'aiuto dell'ammiraglio Ruggero di Lauria, le rinnovate pretese degli angioini che avanzavano verso Catania da terra e dal mare. Alla morte del fratello Alfonso III, Giacomo prese il suo posto e lasciò in Sicilia suo fratello Federico come vicario. Ma la politica di riavvicinamento, di accordi e di legami matrimoniali con la casa d'Angiò, caldeggiata anche da papa Niccolò IV, non piacque ai siciliani che il 15 gennaio 1296 si riunirono in parlamento a Catania ed elessero loro re il giovane Federico III.

Ma Aragonesi e Angioini, alleati per l'occasione, attaccarono le difese siciliane che, anche grazie al tradimento di due catanesi, furono superate e in particolare a Catania Roberto d'Angiò prese possesso del castello Ursino dove poco tempo dopo nacque Luigi futuro re di Napoli. La guerra, che sembrava essersi conclusa con al pace di Caltabellotta (1302) che assegnava la Sicilia a Federico d'Aragona con il titolo di re di Trinacria, proseguì nel 1313. Federico, contravvenendo agli accordi, si confermò re di Sicilia e proclamò suo erede il figlio Pietro che gli successe nel 1337. Sarà il figlio di Pietro, Ludovico che, grazie all'intermediazione dello zio Giovanni d'Aragona, riuscirà a tenere testa sia alle lotte interne fomentate dalle due fazioni baronali che alle incursioni del re di Napoli. Il suo successore, il fratello Federico IV d'Aragona detto il Semplice, nato a Catania, dopo varie vicende firmerà la c.d. pace di Catania nel 1372.

Federico il Semplice lasciò il regno alla figlia minorenne Maria nata dal matrimonio con Costanza figlia del re Pietro IV d'Aragona, affiancata da quattro vicari: Artale Alagona, Guglielmo Peralta, Francesco Ventimiglia e Manfredi Chiaramonte. Artale Alagona scelse per la giovane regina Maria la residenza del castello Ursino di Catania, progettando di darla in sposa a Galeazzo Visconti, duca di Milano. Ma la fazione capeggiata dai Ventimiglia, baroni d'origine catalana, volevano che sposasse Martino figlio del duca di Monteblanc presunto erede del trono aragonese. Il rapimento di Maria portato a termine da Gugliemo Raimondo Moncada fece fallire i progetti del Gran Giustiziere del regno e permise il matrimonio della regina con Martino di Monteblanc. Re Martino, dopo la morte di Maria avvenuta nel 1402, sposò Bianca, erede del trono di Navarra, che scelse di stabilirsi a Catania assieme alla corte. Ma Martino muore a Cagliari nel 1409 all'età di 33 anni e a lui succede il vecchio padre Martino duca di Monteblanc che però morirà l'anno successivo.

I Vicere, la dominazione spagnola
La facciata dell'ex convento dei Benedettini, che ospita le facoltà di Lettere e Filosofia e Lingue e Letterature Straniere.Catania sarà teatro delle traversie avute dalla regina Bianca di Navarra a causa delle mire per la successione al trono da parte del Gran Giustiziere Bernardo Cabrera, conte di Modica. Con l'elezione di Ferdinando I come re di Aragona, Valencia e Catalogna la Sicilia fu dichirata provincia del regno aragonese. La vedova regina Bianca fu confermata “vicaria”. La Sicilia quindi non è più un Regno ma solo una provincia e sarà così fino alla dominazione borbonica. I catanesi si consolarono con alcuni privilegi concessi loro dalla regina Bianca.

Il successore di Ferdinando I, Alfonso il Magnanimo riunì il 25 maggio 1416, nella sala dei Parlamenti di castello Ursino tutti i baroni e i prelati dell'Isola per il giuramento di fedeltà al Sovrano e fino al 30 agosto vi si svolsero gli ultimi atti della vita politica che videro Catania come città capitale del regno. Ma fu lo stesso re Alfonso che permise la nascita a Catania dell'Università più antica della Sicilia o Siciliae Studium Generale (1434). Inoltre il 31 maggio 1421, invitato da Gualtiero Paternò e Andrea Castello, che erano stati presenti al parlamento che il re aveva tenuto a Messina, venne a Catania per riconfermare ufficialmente le “libertà” e gli “statuti” della città.

La Sicilia passa tra i possedimenti spagnoli d'oltremare e sarà retta da un vicere che allontanerà per sempre la diretta conduzione politico-economica del sovrano. Catania continuò a essere favorita dai sovrani spagnoli, ma il popolo partecipò alla rivolta contro Ugo Moncada nel 1516 e ai tumulti del 1647, in odio al fiscalismo governativo.

L'infausto XVII secolo e la rinascita successiva
L'eruzione del 1669 che investì la città. Tela di Giacinto Platania, sagrestia della Cattedrale di Catania.Una grande colata lavica, le cui bocche effusive si aprirono a bassa quota nel territorio del comune di Nicolosi, investì nel 1669 il lato ovest e sud della città. I danni alle campagne, alle strade e alle difese furono molto gravi ma le stesse mura di difesa della città riuscirono a impedire, in massima parte, che la lava entrasse nel centro abitato. E stato soprattutto il terremoto del 1693 che ha impedito in generale la sopravvi-venza del tessuto urbanistico antico e medievale e che ha segnato profondamente anche l'assetto socio-economico della città, cancellando quasi la totalità delle arti prodotte dagli artisti pre-terremoto. Praticamente si devono considerare scomparse le tracce della città greca, mentre una sorte migliore hanno avuto i monumenti di età romano-imperiale.

Dopo il terremoto del 1693, la città si sviluppò sino a occupare uno dei primi posti nel commercio italiano; nel 1820 non aderì al moto indipendentista e fu coi costituzionali napoletani; nel 1837 partecipò alle rivolte occasionate dal colera, e nel 1848-49 fu all'avanguardia del movimento autonomista.

L'Unità d'Italia e il Fascismo
Gli storici Archi della marina, che caratterizzano la parte sud della città (foto del 1910).Nell'agosto 1862 Giuseppe Garibaldi vi stabilì il centro organizzativo della spedizione conclusasi in Aspromonte. Nel 1891 venne fondato il Fascio di Catania, inizio ufficiale del più importante movimento dei Fasci Siciliani. Nel 1904 vennero iniziati i lavori che portarono alla luce l'Anfiteatro di piazza Stesicoro.

Nel periodo fascista, Catania visse un periodo di stagnamento, sia demografico che culturale ed economico. L'unico evento degno di nota è l'inaugurazione dell'Aeroporto di Fontanarossa, nel 1924.

Durante la seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco anglo-americano in Sicilia (9 luglio 1943), i Tedeschi, dopo aver bloccato il generale Montgomery al ponte Primosole sul fiume Simeto, per sottrarsi alla manovra aggirante degli Anglo-Americani, persistettero a lungo nella difesa di Catania, che evacuarono solo il 5 agosto. La città rimase in uno stato di anarchia per molto tempo. L'incendio di Palazzo degli Elefanti del 14 dicembre 1944, che causò la perdita dell'archivio comunale che conteneva anche documenti del Cinquecento, riportò tutti con i piedi per terra.

Dopo la seconda guerra mondiale
La fontana dell'Elefante e la Chiesa del Duomo, sullo sfondo.Negli anni cinquanta si iniziò la ripresa della città. Tanto per cominciare, nel 1950 l'Aeroporto di Fontanarossa fu riaperto dopo una lunga ristrutturazione e si inaugurò la linea dei filobus di via Etnea, che sostituirono i vecchi tram. Poi, grazie all'opera dei sindaci Domenico Magrì e Luigi La Ferlita, venne aperta la zona industriale di Pantano d'Arci, che poi sarebbe stata ribattezzata Etna Valley, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare aprì un centro regionale in città, si iniziò la ristrutturazione del quartiere di San Berillo, la zona più degradata del centro città, e venne aperta la prima parte della Circonvallazione e dell'odierno viale John Kennedy, che costeggia la Plaia, la spiaggia a sud del centro abitato. Furono creati anche grandi quartieri dormitorio come Nesima e Librino (quest'ultimo su progetto del giapponese Kenzo Tange).

Si arrivò così al boom degli anni sessanta, quando Catania venne definita la Milano del Sud per la dinamicità nell'economia e nell'espansione della popolazione. Nel 1964 fu reso noto il Piano Regolatore Generale di Luigi Piccinato, che puntava al recupero delle zone più degradate, come San Berillo e San Cristoforo: tutt'ora ben poco è cambiato.

Nel 1971 la popolazione toccò i 400.000 abitanti, quasi duecentomila in più in trent'anni. In quest'ambiente proliferava la mafia, ma nessuno ne parlava. Grandi appalti, possibili per l'assenza di un piano regolatore, vengono interamente gestiti dal clan di Benedetto Santapaola, detto Nitto. I primi a denunciare la situazione sono i giornalisti della rivista I Siciliani di Giuseppe Fava, che verrà ucciso nel 1984.

Da quel momento la situazione è cambiata, anche se non radicalmente. La mafia è molto più nascosta, la città è decisamente più vivibile. Negli anni novanta Catania ha inoltre conosciuto un'esplosione della sua vita notturna. Ancora nel 1992 le sue strade erano quasi deserte alle 8 di sera, tranne quelle principali, e gran parte del centro storico era abbandonato e anche pericoloso. In seguito, grazie alla nuova politica dell'amministrazione del sindaco Enzo Bianco, che facilitò la concessione di licenze per l'apertura di ristoranti, caffè, pub, le strade del centro storico si sono popolate con migliaia di giovani, provenienti anche dai centri limitrofi. Dal 2000 Catania ha iniziato una fase di grande ristrutturazione architettonica, promossa dall'ex sindaco Bianco e portata avanti da Umberto Scapagnini.

Chiese e Monumenti
Museo Civico Belliniano
p.zza S. Francesco, 3
095/7150535

Biblioteca dei libri editi fuori commercio e Pinacoteca di Autoritratti e Ritratti
piazza Manganelli, ex chiesa di San Michele Minore
095/327122

Biblioteca Agraria
Via Valdisavoia, 5
095/350241

Biblioteca Ingegneria
Viale A. Doria, 6
095/337042

Biblioteca Magistero
Via Enrico Ferri, 3
095/445281

Archivio di Stato
via V. Emanuele, 156
095/7159860

Biblioteca Regionale Universitaria
p.zza Università, 2
095/7366111

Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero
via Biblioteca. 13
095/316883

Cappella Bonajuto
via Bonajuto, 5-13
095/321338

Casa-Museo Giovanni Verga
via Sant'Anna, 8
095/7150598

Museo dell'Arte del Carretto Siciliano
via L. Capuana, 38
095/525342; 095/7211888; 347/6226638; 347/4846681
su prenotazione

Museo del Cinema
C/o Centro Culturale “Le Ciminiere”, Viale Africa
095/4011928-4012630;fax 0954011930-4011623

Museo Civico del Castello Ursino
p.zza Federico di Svevia
095/345830

Museo del Mare
p.zz Ognina, 14-17 e via dei Conzari, 18
Coop. Pescatori Val di Noto 333/9713831 095/491605

Museo di Scultura in Pietra Lavica “Valenziano Santangelo”
via S. A. Fulci, 55/A
095/7221642

Museo dello Sbarco
C/o Centro Culturale “Le Ciminiere”, Viale Africa
095/533540

Museo dello Studio
p.zza Università, 2
095/311022

Musei di Botanica dell'Università: Orto Botanico e Erbario
via Antonino Longo, 19
095/430901/02; 095/551120

Museo di Mineralogia, Paleontologia e Vulcanologia
c.so Italia, 55
095/7195767

Museo di Zoologia
via Androne, 81
095/7306017

Gastronomia
Un viaggio virtuale tra i cibi di una terra ricca di leggende, in cui è possibile mescolare i sapori e gli odori di diversi popoli. Dagli afrodisiaci frutti del mare a quelli aromatici della montagna, una gastronomia dai sapori unici al mondo
I PRIMI
dalla famosissima Pasta alla Norma, omaggio all'opera più celebre del catanese Vincenzo Bellini, ai Cannelloni ripieni di carne...
I FRuTTI DELLA TRADIZIONE CATANESE
friabili e croccanti esaltano i momenti di festa, profumano la tavola portando allegria e rinnovano antichissime tradizioni
I SECONDI PIATTI
dai giorni di festa ai pranzi quotidiani, la cucina catanese si arricchisce di squisite pietanze a base di carne e di pesce...
I DOLCI TIPICI
dei veri e propri capolavori, che la cucina internazionale propone nei menù di tutte le nazioni. Piatti perpetuati, da sempre, con fantasia dai cuochi siciliani.

Eventi
Fiera antiquaria dell'etna
Fiere e Mercati MASCALUCIA
A' Truvatura
Fiere e Mercati CALTAGIRONE
Stagione Jazzistica
Mostra permanente di pupi ad Acireale
Caltagirone Estate
Festa de l'Unità
Teatro Massimo Bellini : Stagione Lirica e Balletti

Informazioni Utili
www.comune.catania.it
Comune di Catania

www.calciocatania.it
Calcio Catania

www.unict.it
Università degli Studi di Catania

www.aeroporto.catania.it
Aeroporto Internazionale Catania

www.provincia.catania.it
Provincia Regionale di Catania
Hotels in Catania
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Excelsior Palace Terme3 stelle
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Triple room - Von 110€
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Oasi Del FiumefreddoApartmento
Appartamento 2 per - Von 35€
Appartamento 3 pos - Von 37€
Appartamento 4 pos - Von 39€
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Casa Tina MaugeriBed & Breakfast
Camera Andrea - Von 50€
Camera Tita - Von 68€
Camera Anna - Von 84€
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Alfio TomaselliBed & Breakfast
Single room - Von 40€
Double room - Von 65€
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De Curtis3 stelle
Single room - Von 60€
Triple room - Von 110€
Quadruple room - Von 125€
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Apeiron3 stelle
Single room - Von 69€
Double room - Von 89€
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Athena GardenBed & Breakfast
Single room - Von 45€
Twin room - Von 75€
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Rubens1 stella
Single room - Von 45€
Twin room - Von 75€
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I MastrazziBed & Breakfast
Double room 2 - Von 45€
Triple room - Von 70€
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Il CaravaggioBed & Breakfast
Double room - Von 70€
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Crystal Sporting3 stelle
Double room - Von 156€
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ClementineBed & Breakfast
Suite - Von 70€
Apartment - Von 130€
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I VicerèBed & Breakfast
Single room - Von 40€
Twin room - Von 65€
Triple room - Von 85€
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Marina di TorreBed & Breakfast
Twin room - Von 65€
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SolSicilyBed & Breakfast
Twin room - Von 55€
Triple room - Von 68€
Quadruple room - Von 90€
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La Perla del VulcanoBed & Breakfast
Single room - Von 30€
Double room - Von 55€
Triple room - Von 80€
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Castello Di San Marco4 stelle
Junior Suite - Von 215€
Double Classic - Von 140€
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GlobetrotterBed & Breakfast
Single room - Von 35€
Double room - Von 54€
Triple room - Von 69€
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AcquadellarteBed & Breakfast
Double room - Von 64€
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Holland International Rooms1 stella
single shared bath - Von 35€
Camera doppia bagn - Von 50€
Triple room ensuit - Von 85€
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Galea Farm HolidayBed & Breakfast
Triple room - Von 105€
Quadruple room - Von 140€
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