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Guida Turistica di TrevisoGuida Turistica di Treviso

COSE DA SAPERE
Introduzione
Storia e Coltura
COSE DA VEDERE
Chiese e Monumenti
INTRATTENIMENTO
Gastronomia
Eventi
INFORMAZIONI UTILI
Utili

Introduzione
Paragonata spesso alla vicina Venezia per i numerosi rivi che la solcano e le conferiscono scorci di rara suggestione, Treviso si può ancora specchiare nella descrizione che di lei fu data da un suo illustre cittadino Giovanni Comisso il quale la definì “una gentilissima struttura medievale in giuoco bizzarro con le chiare acque dei fiumi che l'attraversano e ne le distruzioni di guerre ne il cattivo gusto degli uomini riescono ancora a tramutare”. Seppure parzialmente alterata dalla ricchezza e dagli interventi, sovente contestati, portati avanti negli anni a cavallo del Terzo Millennio, Treviso mantiene ancora un aspetto gentile e riservato dove, accanto ad i luoghi più celebri e frequentati, si celano strade minori, vicoli, rivali, canali e barbacani che mantengono integro il fascino di una città ricca di storia. Quasi gelosa della propria intimità, la città sembra offrirsi alla lenta indagine di un passeggio mattiniero di un giorno festivo quando, davvero autentica, sa stupire e segnare profondamente i ricordi dei suoi visitatori.

Storia e Coltura
Sorta in epoca pre-romana (resti dell'età del bronzo) come villaggio di Paleoveneti su tre alture poste nei pressi di un ansa del fiume Sile, vicino alla confluenza con altri corsi d'acqua provenienti da nord, l'antica Tarvisium divenne municipio romano all'indomani della sottomissione della Gallia Cisalpina da parte dei Romani medesimi. La posizione geografica la collocava nei pressi della strada Postumia che, attraverso l'antica Opitergium, giungeva sino ad Aquileia, e ne fece sin dagli esordi un vivace centro commerciale della decima provicia augustea, la Venetia et Histria. La decadenza del tardo impero si fece sentire anche a Treviso benche, all'indomani della caduta dell'Impero Romano d'Occidente e durante il regno di Teodarico, Treviso fosse ancora un centro annonario di prim'ordine punto d'attrazione della terraferma veneta (Cassiodoro). Nel corso del VI secolo, la città era contesa tra i Goti ed i Bizantini , nondimeno, secondo la tradizione, la città dava i natali proprio a Totila glorioso capo militare dei Goti vincitore sui Bizantini proprio alle parte di Treviso. Conquistata dai Longobardi, fu eretta a sede di uno dei 36 Ducati del Regno e dotata di un'importantissima zecca per il conio della moneta. L'accrescimento della sua importanza e la sua strategica posizione geografica le valsero, sotto il regno di Desiderio, il privilegio di essere sede dell'unica zecca della Regione dove venivano emessi i Teremissi aurei. La zecca continuò ad operare anche sotto i Carolingi, e dopo una interruzione, fino alla dedizione a Venezia con il più modesto bagatino. Superato il periodo della riconquista giustinianea e dei primi regni barbarici, rimasta indenne da un tentativo di sacco da parte degli Unni di Attila, la città scontava meno di altre le difficili condizioni economico e sociali che avvolgevano l'Italia degli ultimi secoli del primo millennio. Ciò non toglie che, per ragioni geografiche e per le razzie che ad onde si abbattevano sui centri del Nord Italia, notevole fu il contributo dato dai Trevigiani alla fondazione della città che, in seguito, più d'ogni altra ne avrebbe condizionato il futuro, Venezia. Fu tuttavia con la rinascita dell'Anno Mille che Treviso, datasi statuti comunali e combattuto l'imperatore Federico Il Barbarossa accanto ai comuni della Lega Veronese e di quella Lombarda,, conobbe un incredibile sviluppo, ampliandosi nelle dimensioni ed arricchendosi di magnifiche case affrescate, che le valsero il soprannome di urbs picta ovvero città dipinta. Il vivere trevigiano divenne sinonimo di vita gaudente e la città si animava di feste e celebrazioni, quali quella del Castello d'Amore che, se, da un lato, richiamavano dentro le sue mura genti da tutta Italia, da un diverso punto di vista la rendevano invisa agli animi più puritani. Citata da Dante Alighieri che vi trascorse parte del suo esilio (dove Sile e Cagnan s'accompagna) nella sua Comedìa e da Fazio degli Uberti nel suo Dittamondo, ove ne decantava “le chiare fontane” ed il “piacer d'amor che quivi è fino”, la città crebbe ulteriormente in ricchezza e fasto per tutto il XII e XIII secolo dotandosi di una delle prime Università (1321) d'Europa e contendendo alle limitrofe Padova e Verona il ruolo di città principe di quella che, al tempo, veniva chiamata Marca Trivigiana intendendo con l'espressione buona parte dell'attuale Veneto.

Chiese e Monumenti
Chiesa di S.Francesco
Nei primi anni del XIII secolo il Libero Comune emanò gli Statuti che permettevano agli ordini religiosi di insediarsi all'interno delle Mura. Un gruppo di frati francescani, inviati dallo stesso S.Francesco, giunse a Treviso nel 1216 e presero sede in un oratorio dedicato alla Madonna, in una zona oltre il Cagnan Grande. La comunità divenne presto numerosa e nel 1231 si cominciò a costruire la Chiesa e il Convento. Nel 1270 vennero ultimate le costruzioni. Nel 1797 la Chiesa divenne di proprietà francese e nel 1806 venne soppressa dalle leggi napoleoniche. Fu così adibito per scopo militare e per stalla. Nel 1928, dopo un restauro, la Chiesa venne riaperta. L'architettura impiegata per la costruzione è un momento di transizione fra il romanico e il primo gotico. Nella lunetta sopra il portale c'è un affresco attribuito a Marco Veneziano (1235). La struttura della Chiesa è costituita da un'unica navata e da cinque cappelle. Sulla parete sinistra c'è un affresco raffigurante S.Cristoforo, opera romanico-bizantina del fine 1200. Nella cappella maggiore vi è il dipinto “Quattro Evangelisti”, probabilmente opera di un allievo di Tommaso da Modena. Nella prima capella a sinistra è presente un'opera di Tommaso da Modena, l'affresco “Madonna con il bambino e Sette Santi” (1350). Nella seconda cappella a sinistra vi è un affresco di Maestro di Feltro, “Madonna e Quattro Santi” del 1351. La chiesa di S.Francesco ospita le tombe di alcune persone celebri: Pietro Alighieri e Francesca Petrarca i più importanti. Il primo, figlio di Dante Alighieri, era un giudice, poeta e commentatore residente a Verona che morì a Treviso, durante un soggiorno, nel 1364. La seconda, figlia di Francesco Petrarca, morì di parto nel 1384.

Loggia dei Cavalieri
Il simbolo del potere politico assunto da nobili e cavalieri nel periodo del Libero Comune è la Loggia dei Cavalieri, esemplare del romanico trevigiano che risente dell'eleganza bizantina. Fu costruita sotto il potere del podestà Andrea da Perugia (1276) come luogo di convegni, conversazioni, giochi e il popolo non poteva accedervi.

Piazza dei Signori
A nord della piazza sorge il Palazzo di Podestà (fine 1400) che conserva caratteristiche medievali lungo il Calmaggiore. Piazza dei Signori si chiamava anche Maggiore o della Berlina, in quanto qui veniva praticata una punizione chiamata appunto berlina: i colpevoli venivano esposti e umiliati in pubblico. Nella piazza si possono notare numerosi leoni con il Vangelo aperto, segno della dominazione della Serenissima. Iniziata la costruzione nel 1200, il Palazzo dei Trecento ospitava i membri del Maggior Consiglio, di cui ne faceva parte anche il podestà. Era chiamato anche “Palazzo della Ragione” in quanto questo luogo era il centro sociale-amministrativo della città.

Chiesa di S. Nicolò
I frati domenicani giunsero a Treviso nel 1221. Già nel 1231 il Comune finanziava dei progetti per la costruzione di una chiesa ad una navata. Secondo una leggenda, Papa Benedetto XI (Niccolò Bocassino) elargì 70 000 fiorini d'oro per la costruzione della chiesa attuale. Lo stile impiegato nella costruzione è una transizione tra il romanico veneto e il gotico d'otralpe. La chiesa è formata da tre navate e cinque cappelle absidi. In questa chiesa sono presenti molti affreschi importanti di Tommaso da Modena: S.Romualdo. S.Agnese e il Redentore, S. Girolamo nello studio. Importante è l'affresco di S.Cristoforo che si trova nella zona orientale della chiesa. L'organo a due mani, tuttora funzionante, è stato costruito da Gaetano Callido e le ante sono state dipinte da Giacomo Lauro.

Duomo
Il Duomo di Treviso - intitolato a San Pietro - si trova nell'omonima piazza caratterizzata da una forma piuttosto asimmetrica. Il Duomo, anticamente, era una chiesa più piccola costruita in epoca romana. Successivamente, vennero costruiti la cripta e le cappelle del Santissimo e del Malchiostro. La prima ospita la tomba del vescovo Niccolò Franco, il quale, con l'aiuto dei Francescani, costruì il Monte di Pietà. La seconda cappella venne costruita (1520) dal monaco Malchiostro. La navata è chiamata anche dell'Annunziata, perche ospita un quadro omonimo raffigurante l'annunciazione della nascita di Cristo a Maria.(Quadro di Tiziano). Altri dipinti presenti sono le decorazioni della cupola , da parte di Giovanni Antonio de Sacchis da Pordenone e la pala del Tiziano. La navata centrale è stata costruita attorno al 1700, dopo l'abbattimento dell'edificio romano, con uno stile neo-classico. Il Duomo è caratterizzato da sette cupole, cinque poste nella navata centrale ed altre due che chiudono le cappelle. Attualmente l'unico reperto dell'edificio romano ancora esistente è l'antico portale.

Piazza Rinaldi
Piazza Rinaldi è stata costruita dalla ricca famiglia Rinaldi. Piazza Rinaldi, a differenza di Piazza Duomo, segue uno schema abbastanza simmetrico. La piazza ospitava tre palazzi di epoche differenti, ma tutte in possesso della famiglia Rinaldi. Il primo è stato costruito nel Duecento ed era la residenza dei Rinaldi appena giunti a Treviso e fuggiti da Barbarossa. Il secondo palazzo, di epoca quattrocentesca, è decorato con curiosi archi ogivali inflessi in una loggia al primo piano. Il terzo è ultimo palazzo è di origine settecentesca. Nella piazza vi era una “stazione di posta”. Qui arrivavano persone che, grazie all'aiuto dei cavalli, smistavano e trasportavano la posta.Fungeva anche da dormitorio e osteria. All'inizio del Novecento divenne luogo di mercato e incontro.

Ponte di Pria
Il “Ponte di Pria” (Ponte di Pietra) è un ponte situato in una zona in cui confluiscono le acque del Cagnan (Canale) Grande, il quale ospita l'isola di Pescheria, il Canale dei Buranelli ed un altro canale. Qui vi sono delle chiuse, ideate e costruite da Fra' Giocondo. Le chiuse servivano ad inondare i dintorni di Treviso per bloccare l'avanzata dei Francesi.

Buranelli
“I Buranelli” era un antico canale navigabile. Questa via fluviale permetteva gli scambi commerciali con le isole lacustri e soprattutto con l'isola di Burano.Veniva praticata questa forma di trasporto in quanto era più sicura di altre. Monte di pietà e Cappella dei Rettori
Nelle vicinanze della Piazza dei Signori si trova il Monte di Pietà. Esso fu fondato per combattere l'usura praticata dagli ebrei. Il simbolo del Monte di Pietà è il Cristo che mostra le sue stigmati. Nel primo piano dell'edificio si trova la chiesa di S.Lucia, mentre al secondo piano si trova la Cappella dei Rettori. Essa non è un luogo sacro; il suo nome deriva dalla forma ad abside decorata. All'interno della saletta in cui si riunivano le persone, vi sono degli affreschi di Ludovico Toeput detto Pozzoserrato (Anversa 1550 ? Treviso 1605), artista fiammingo che si ispirò alle ville palladiane.

Gastronomia
Dal punto di vista eno-gastronomico la città è conosciuta principalmente per due cose: il radicchio rosso di Treviso e lo Spritz (un aperitivo molto apprezzato dai giovani trevigiani).

Altri piatti tipici sono: risi e bisi (riso con i piselli), pasta e fasioi (pasta con i fagioli), sardee in saor (sardine con la cipolla), sopa coada (zuppa di piccioni). Tra i vini prodotti nella provincia spiccano per qualità il Prosecco e il Cabernet.

Secondo alcuni il Tiramisù, dolce ormai diffuso in tutto il mondo, sarebbe nato in un ristorante di Treviso negli anni '60 e, secondo la tradizione, il nome deriva dal fatto che i frequentatori delle case chiuse dovevano, dopo l'incontro “amoroso” appunto “tirarse su”.

Altro dolce tipico, ma meno conosciuto fuori città, è la FREGOLOTTA, una sorta di crostata molto dura ma ricca di burro sale e zucchero. I trevigiani amano mangiare la fregolotta assieme ad un buon bicchiere di prosecco, fresco e frizzante.

Eventi
Fiere di S. Luca
Festa di San Francesco 2006
Patch Work, Magie di tessuto
Rassegna Mostre a Palazzo Scotti
Estate Trevigiana 2006
XVIII Festival Organistico Internazionale
San Sebastiano-Festa delle Polizie Locali del Triveneto

Informazioni Utili
www.comune.treviso.it
Comune di Treviso

www.trevisoairport.it
Aeroporto di Treviso

www.tv.camcom.it
CCIAA di TrevisoSito
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